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RECENSIONE SUL QUOTIDIANO LA BALLATA (LI)

Pubblicato il 00:40, 02/25,2010

            RECENSIONE LA BALLATA

Dario MannariFuori da dentroIl Filo Classe 1978, Mannari si accredita con una originalità espressiva postmoderna che già propongono il titolo e la figurazione in prima copertina. Una lettura che inizialmente potrà forse apparire ardua a un comune lettore che si limiti alla tradizione italiana anche se questa annovera l’esempio radicale di un Dino Campana scomparso nel 1932. Ma da quel tempo al 2002, al Muro dei condannati, dei disperati contro il quale Dario ventiquattrenne rischia di fracassarsi al grido che non gli importa dei soldi ma fare parte degli amati e liberarsi della monotonia che lo uccide, sono trascorsi 14 lustri, le nostre neo-avanguardie poetiche in affanno, sfiduciate ormai le certezze certificate che prima ci avevano reso ottimisti e tranquillati dalle magnifiche sorti e progressive peraltro strapazzate da Leopardi. Un poeta che qualche insegnante di formazione ottocentesca reputò pessimista solo perché non aitante e non amato dalle donne. In conclusione sostiene Dario che se la vita è portatrice di un demonio che ci inietta troppo odio, saremo ricchi solo partecipando e amando anche chi ci è indisponente, laddove il potere e l’avere ci rendono poveri. Se i problemi quotidiani, il potere del denaro, il credo del lavoro per forza, il giudizio altrui, le leggi imponenti, la società cristiana apostolica sommergono i desideri del cuore facendo rimbalzare nel corpo l’anima come un topolino in un barattolo, alla fine corpo e anima accoppiati rimarranno vittoriosi. L’augurio, oltre di pubblicare presto una seconda raccolta di poesie con la stessa verve, è che la sua previsione si avveri al più presto.                                                  Brunello Mannini


'in particolare castellina' oggi ad Alessandria si presenta fuori da dentro ed il territorio che lo circonda

Pubblicato il 01:53, 03/01,2009

Grazie all'impegno di amici musicisti, pittori, e scrittori è stata possibile questa manifestazione all'interno del museo etnografico di Alessandria

gestito da Mirko Ulandi con grande cura e disponiblità.

STASERA MUSICA CON LA TAZZA DI ARIANNA (musiche popolari toscane)

CIAMPI ELIGIO ESPONE LA SUA INTROSPETTIVA PITTORICA

DARIO MANNARI PRESENTA FUORI DA DENTRO

ALDO CASTELLANI IL NOSTRO NOVECENTO

Un particolare ringraziamento va a Barbara e Marco ed all'amministrazione comunale


LEGGENDO SU INTERNET

Pubblicato il 09:18, 12/11,2008

INTERVISTA SU UN GIORNALE LOCALE...... QUALCHE TEMPO FA...........

Dario Mannari, l’inventore di Musica W, aveva 10 anni era già consigliere comunale del Pci, e come hobby cacciava cinghiali con una carabina giocattolo. Giacomo Falorni, organizzatore storico, (insieme a Zorba) aveva 9 anni girava con uno scooter truccato e molestava i bambini suoi coetanei. Stefano Mannari, l’attuale  presidente della ProLoco era lui che allora la organizzava, suonava nei Quark, band storica a Castellina che raccontava storie di paese. Cantavano delle canzoni davvero belle, che in paese si ricordano tuttora.

AVEVAMO 15 ANNI IL CUORE ESPLODVA DI EMOZIONI.... ED OGNI SERA CI ABBRACCIAVAMO...

PROVATECI VOI SE VI RIESCE GENTI PERSE CHE CREDETE DI MANOVRARE QUALCOSA DI VOSTRO 

 


GIACOMO COSTA GRANDE AMICO E MATEMATICO COMMENTA IL LIBRO COSė

Pubblicato il 23:32, 11/14,2008

Giacomo Costa

“Fuori da dentro”: le poesie di Dario                                                                                                                                                                    

  Ho letto la raccolta, e oso dire – anche se sono un economista e non un letterato- che Dario vi si rivela un poeta vero. Alcune delle sue poesie, mi sono proprio piaciute. Altre, forse la maggior parte, non le ho capite del tutto. Ma questa, senza dubbio, è colpa della mia scarsa fantasia, della mia incapacità di seguirlo nelle sue acrobazie di immagini, concetti, sentimenti. Ogni vero poeta ci fa sentire un po’ ossificati ma, al contempo, ci de-ossifica un po’…
  Per dirla tutta, due sono i gruppi di poesie che sono ancora in grado di apprezzare:

1)      le poesie imparate a memoria a scuola, con meno (alle elementari) o più (alle medie, soprattutto superiori) fatica e intima resistenza. Allora, erano solo un onere incomprensibile e ingiusto. Ora, sono parte del mio piccolo patrimonio linguistico, del mio repertorio categoriale; della mia grammatica esistenziale. Come del resto mostrerò in ciò che segue;

2)      le liriche (i testi) delle canzoni. Io penso che sia in definitiva attraverso le canzoni che la maggior  parte di noi resta in contatto con qualche espressione poetica moderna.

   Ora la cosa che mi ha colpito è che alcune delle poesie di Dario paiono gridare forte la loro disponibilità, il loro bisogno, di essere messe in musica. Penso ad esempio a Condizione, sicuramente una delle più caratteristiche e accessibili (ed entusiasmanti). Non potrebbe essere una canzone di Paolo Conte?  Anche lui poeta autentico, e per di più riconosciuto come tale addirittura dal conferimento del Premio Montale. Del resto anche la produzione di Dario non è priva di apprezzamento critico. Dopo aver letto la sua raccolta (non prima) sono andato, cercando lumi, a leggermi le brevi Prefazione e Introduzione. Entrambi gli autori, Paola Santamaria e Alessandro Scarpellini, si rivelano critici perspicaci e simpatetici, e mi hanno aiutato nel lavoro di approfondimento che richiede la comprensione di qualsiasi opera poetica.  Qui non voglio certo emularli proponendo una disamina critica di alcune poesie (magari quelle su cui mi senta più sicuro): Vorrei piuttosto fare un paio di considerazioni sul rapporto tra il poeta e la sua produzione.   A chi lo conosce forse solo superficialmente, come me, Dario sembra un giovane equanime, affabile, e pacifico. Non così, certamente, la sua poesia, nella quale si esprime l’estrema auto-conflittualità dell’uomo Dario, se vogliamo, dell’animale non addomesticato (e forse non addomesticabile) Dario: incontrovertibilmente (auto-) controvertente.  Come non pensare alle “eterne risse, che tu né sai né puoi lenir” di Davanti a S. Guido (non molto lontano di qui…) che tutti ai miei tempi mandavano a memoria? Compiango chi non abbia ritenuto questa bellissima poesia del Carducci, o L’Aquilone di Giovanni Pascoli, o A Silvia di Giacomo Leopardi. Sono queste poesie, a mio avviso, che ci fanno italiani. Per me la patria è l’intessersi di poesie, canzoni, pitture, statue, paesaggi, emozioni condivise proprio perché disponiamo di un grande fondo artistico comune. E’ certo mortificante che tanta gente creda in un demagogo da strapazzo come Berlusconi, anno dopo anno, decennio dopo decennio, orrore! secolo dopo secolo. Ma questo mi fa sentire più, non meno impegnato verso l’Italia. Una patria può anche essere una micidiale palla al piede, ma dei doveri di appartenenza che da essa scaturiscono non possiamo fare a meno.  Naturalmente, c’è la grande patria, l’Italia, nei confronti della quale Dario in Italia manifesta la sua amarezza, delusione, e disgusto, e c’è la piccola patria, Castellina, che vede quasi come un rifugio edenico. E a dire la verità, quando, tornando dal paese con la spesa, mi inerpico sulla via Solferino, ed entro, per così dire, nel cielo azzurro, i cui toni celesti sono arricchiti dal continuo movimento delle  nuvole, mi chiedo anch’io se venendo qui non abbia messo un piede in Paradiso. E i castellinesi, saranno angeli? A guardare la bellezza di parecchie fanciulle, verrebbe da crederlo…  Ma forse si tratta di illusioni pericolose. Si può anche passare all’estremo opposto, e credere che ad esempio Kirschberg, il piccolo paese in provincia di Graz, ai piedi delle Alpi austriache, dove il filosofo Ludwig Wittgenstein insegnava come maestro elementare, fosse un nido di serpi. Un giorno lo scrisse al suo maestro e amico, l’inglese Bertrand Russell.  “Caro Wittgenstein”, gli rispose a giro di posta Bertrand, “dovunque gli uomini sono malvagi”. E Ludwig, che non era particolarmente dotato di senso dell’umorismo, ebbe la dabbenaggine di rispondere “Ma qui di più”.


IL LIBRO IN MANO A GRANDI ARTISTI

Pubblicato il 23:42, 08/27,2008

DURANTE IL GRADE FESTIVAL MUSICAW HO AVUTO LA FORTUNA DI CONOSCERE CRISTIANO GODANO E LINDO FERRETTI CHE HANNO RICEVUTO UNA COPIA DEL LIBRO UN GRAZIE A CASTELLINA


A ROMA ALLA GRANDE

Pubblicato il 10:13, 05/29,2008

è Fatta a Roma bellisima giornata tra l'altro gli altri autori presenti al caffè culturale dell'800 c'erano dei simpaticissimi autori che hanno presentato altri libri. Peccato che non c'era troppa gente ..ma dice che pioveva ...ma speriamo ...POSSO DIRE DI SICURO CHE HO FATTO UNA GRANDE MANGIATA ALLA SERA IN UN POSTICINO CHE SI CHIAMA TITTO E MERY:

MENU'

-VINO A GOGO'-CALLETTI MARINATI-SFILACCINI DI CAVALLO-CARNE DI CAVALLO SECCA-BROCCOLI FRITTI-CAPONATA DI MELANZANE-PRIMI AL SUGO DI CODA-TRIPPA-CODA ALLA BACCINARA-PAJATINA-ANIMELLE-ECCCC. TARALLUCCI E VINO E CONTORNO CON MENESTRELLO ROMANO DI SINISTRA CHE DI QUESTI TEMPI è FUORI MODA

 

 GRAZIE MASSI PER TUTTO TI VOGLIO BENE

 


NUOVE PRESENTAZIONI

Pubblicato il 11:12, 04/12,2008

Probabile presentazione il VENERDI 18 ALLA FIERA DEL FUMETTO A LANCIANO (CH)

Giovedì 8 Maggio DIRETTA RADIOFONICA AL PROGRAMMA LA LUNA ED IL FALO' SU RADIO LOCALE DI ROMA

 

Mercoledi 21 Maggio presentazione A ROMA CAFFE' CULTURALE DELL'800

IN VIA S.GIOVANNI IN LATERANO

 

 

 

 

Oggi Schiullo impiccati


E' SU YOU TUBE IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE A CASTELLINA

Pubblicato il 00:33, 03/28,2008

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SABATO 22 MARZO ORE 18 PRESENTAZIONE A CASTELLINA

Pubblicato il 23:12, 03/11,2008

Il 22 marzo vi aspetto all'ecomuseo dell'alabastro per la presentazione nel mio paese interverranno tutti gli attori della Officina della Memoria con la partecipazione speciale di Claudio Neri regista teatrale ed il sindaco Manolo Panicucci. Un ringraziamento speciale va ad Alessandro Scarpellini che non potrà essere presente.

Reading musicale del grande Umpi

Vi aspetto un abbraccio


MARTEDI' 11 ORE 9.40 IN DIRETTA SU RADIOSTOP 96.3

Pubblicato il 00:20, 03/08,2008

Martedì mattina sveglia all'alba per intervista in diretta su radio stop  anche se l'ora non è il massimo( credo che morirò di sonno) è una bella soddisfazione

 

 

ascoltate le cazzate che dico grazie


E' IN VENDITA..........................

Pubblicato il 07:44, 02/19,2008

Per acquistare il libro:

www.ilfiloonline.it su ordina...

oppure in libreria:

TITOLO: FUORI DA DENTRO

CASA EDITRICE: IL FILO

DISTRIBUZIONE: MURZIA


PRESENTAZIONE BOLOGNA 8 MARZO 2008 ORE18

Pubblicato il 20:14, 02/14,2008

AL NESSUNDOVE alle ore18 del 8 marzo 

Via s.tommaso dal mercato n.1/c bologna

(Una traversa di via dell'indipendenza, dalla stazione verso P.zza Maggiore la terza a sx dopo il parco della Montagnala)

 

REEDING MUSICALE : di Ezra the Desert

Presentazione di: Dario Stefanoni


foto di copertina

Pubblicato il 01:24, 02/09,2008

Foto di Canepa Alessio


Questo sono io

Pubblicato il 01:11, 02/09,2008

retro libro

la foto retro copertina di Canepa Alessio che non sarà mai stampata


INTRODUZIONE DI ALESSANDRO SCARPELLINI

Pubblicato il 01:00, 02/09,2008

      "Ballate con i lupi e contate le stelle

incluse quelle invisibili

(Lawrence Ferlinghetti, Cos'è la poesia):

                                        

    Dario è un viaggiatore, si tuffa col corpo e con la mente in tutti i colori del mondo… anche in quelli della notte, della malinconia, della confusione, del caos.   Cerca la verità (che forse non esiste), il senso della vita, la voce di Dio (anche se si crede ateo) in luoghi diversi ed altri, nella follia, nell’altro mondo (anche se non sa da quale parte sia).   Spera forse che un soffio di vento riveli in una lingua chiara od oscura la ragione segreta di vivere od esistere… che si nasconde nelle cose di tutti i giorni, in uno sguardo, nell’amore, nell’abisso e nel cielo dei pensieri, nella malinconia, nell’allegria di una trasgressione, nella bestemmia pronunciata per bisogno di dolcezza, nella quotidianità di cui siamo responsabili e prigionieri.   Forse ha ragione Camus, quando, nelle prime pagine di “Il mito di Sisifo”, rivela che la domanda essenziale, la sola domanda che ha ragione di essere, è se la vita vale la pena di essere vissuta o negata.   Castellina è uno strano, suggestivo e quieto posto sulle colline, ha davanti al mare e alle spalle boschi di grandi e giovani alberi che il vento a volte sferza o accarezza. Se vai alla terrazza davanti al municipio, nelle giornate che non sono coperte da nebbia o velate da foschia, riesci a vedere lontane la Gorgona e la Capraia, talvolta persino i monti della lontana Corsica. In certe giornate il mare pare un pensiero che non finisce e non è limitato da orizzonti, linee che separano il cuore dal corpo. Qui, dalle viscere della terra, i cavatori, che a volte avevano i polmoni pieni di polvere bianca,  estraevano alabastro per le case dei ricchi.   A Dario piace varcare le Colonne d’Ercole del pensiero, avventurarsi in terre sconosciute dove forse s’erge Atlantide o l’Isola che non c’è. E’ un sognatore.   L’inquietudine, purtroppo o per fortuna, non ti fa accontentare del verde diverso dei boschi, dei declivi rocciosi, del sole che ti tocca e ti prende, del vento che soffia, della vista di spazi di mare e di terre lontane, ma ti spinge verso altri luoghi di te e del mondo.   Cerchi la risposta a domande che sai solo sillabare, pronunciare con voce incerta e di cui ancora non conosci la profondità, e, nello stesso tempo, hai dentro te la percezione che da qualche parte ci sia una  gioia nascosta, una musica vitale, un’armonia sepolta e sommersa.   Guardi le orme lasciate nella strada percorsa e vai verso un altro futuro, un futuro che non vorresti uguale a quello che pensi.   Persino la scrittura di Dario è un errare fra la parola aspra e tagliente, a volte dissacrante e ribelle, e quella ritmica / armonica di una poesia più tradizionale legata alle rime o alle assonanze. E’ come il filo dell’esistenza che a volte si intriga, si impiglia, si contraddice, si nega, si confonde, si imbroglia, si sfibra, si smarrisce…   Pare alla ricerca di un’armonia, di un accordo, di una canzone nascosta nella materia, nello scorrere delle ore e nel passare dei giorni che sembrano uguali.   Esistere non è facile per un inquieto e un sognatore in un paese tranquillo dove tutti si conoscono e dove si sa cosa accadrà il giorno dopo.   Lui cerca di esprimere il disagio dell’anima e la ricerca della bellezza, è un mare nero pieno di stelle che brillano lontane.                                                                    Alessandro Scarpellini